Perché ho scelto di credere in Guide Me Right

Perché ho scelto di credere in Guide Me Right - Guide Me Right review

Mi presento, mi chiamo Chiara, ho 29 anni, e sono la Community Manager di Guide Me Right.

Sono entrata nel mondo del lavoro quando ancora andavo all’Università e tutte le sere, dopo le lezioni e lo studio, correvo nella cucina di un rinomato ristorante della mia città. Dopo di che è arrivato l’Erasmus in Spagna.

Un’avventura unica che in 6 mesi mi ha fatto vivere le esperienze di anni, ma che soprattutto mi ha fatto conoscere tante persone quante solitamente se ne conoscono in una vita intera! Ragazzi provenienti da ogni parte del mondo, con mindset differenti e background di ogni tipo. Con loro abbiamo creato qualcosa di più di un’amicizia, siamo stati una famiglia. Ognuno di noi, in un paese nuovo senza appoggi ne conoscenze, ha potuto trovare sostegno negli altri. Così ho scoperto la vera essenza della condivisione, della scoperta e del confronto.

Tornata a casa e finita la triennale, cercavo qualcosa di più, sentivo il bisogno di far conoscere sempre più la mia terra, percepivo lo scambio come un valore aggiunto superiore a qualunque guadagno economico. Decisi che il turismo era la mia strada. Un settore fatto di persone, così dicono, ma dove troppo spesso regnano l’impersonalità e la standardizzazione.

Trovai a Torino un corso in Economia del Turismo un po’ diverso. Non solo grafici e modelli economici ormai in fase di decadenza, ma anche una grande attenzione all’elemento umano. Arrivata al corso di sociologia del turismo del Professor Savoja, tutto divenne più chiaro.

Il mio lato umanitario aveva bisogno di essere alimentato e di esprimersi. Non più un turismo fatto solo di economia, ma fatto di attenzione alle persone, alle identità locali, alla preservazione e divulgazione dell’autentico.

Ma come trovare lo spazio per l’umanità in un mondo fatto di frenetiche corse all’arricchimento? Decisi di iniziare con un piccolo progetto per fare le cose a modo mio e così, a pochi mesi dalla Laurea Magistrale, aprii con infiniti sforzi e grandissimo entusiasmo il mio B&B. Lo chiamai B&B In Domo Paris, che in sardo vuol dire “In casa insieme”, ed iniziai la mia missione! Ogni ospite era coccolato ed indirizzato alla scoperta del territorio; nonostante il tanto lavoro, non mancava mai lo spazio per una chiacchiera in terrazza per scoprire di più uno dell’altro, delle nostre vite, delle grandi differenze che in quel momento, più che allontanarci, ci avvicinavano. La voglia di fargli conoscere la mia Sardegna mi riempiva il cuore. Una vera vocazione che però potevo portare avanti solo nel piccolo…

Parallelamente mio fratello vince lo Start Up Weekend organizzato dall’Open Campus presso Tiscali a Cagliari e nasce Guide Me Right.

Inizialmente, troppo presa dal mio B&B, seguii il progetto restando in disparte.
Vidi però in Guide Me Right lo strumento per realizzare, su larga scala, quello che era il mio sogno: permettere alle persone di viaggiare in modo diverso, non più come turisti chiusi in una bolla ambientale e relegati al fittizio della front region, ma come insider. Mi fermai a riflettere.

Sfogliai mentalmente i vecchi libri su cui avevo sacrificato qualche diottria e realizzai subito le potenzialità del progetto. Quelli che erano stati sino a quel momento dettami teorici, potevano effettivamente essere messi in pratica!

Iniziai così ad avere un ruolo più attivo nel progetto e a contattare e conoscere i primi Local Friend. Questa fu la prima grande sorpresa. Le persone che si erano registrate come Local friend erano persone entusiaste, curiose, motivate ma, soprattutto, condividevano un obiettivo comune: far conoscere le bellezze della loro terra, gli usi e i costumi ormai quasi in disuso, preservare l’unicità della loro cultura e parallelamente diffonderla e confrontarsi con la diversità.

Mi resi conto che c’erano effettivamente le basi per provare a sviluppare, attraverso Guide Me Right e tutta la sua Community, un turismo migliore.

Quello che dice la sociologia del turismo infatti, è che per rendere il settore turistico sostenibile è necessario dare ai residenti il ruolo di protagonisti. Questo perché la sostenibilità non è da considerarsi solo come economica, infatti, perché il turismo sia sostenibile anche la sostenibilità sociale deve essere rispettata.

Ecco cosa vidi in Guide Me Right e cosa continuo a vedere con sempre maggiore chiarezza: lo strumento per innescare dei circoli virtuosi positivi per la destinazione, per chi la visita e per chi la vive!

Del resto, chi meglio di un locale conosce la propria terra e le proprie tradizioni e può darti le chiavi per accedere allo stile di vita locale?

Chi ha viaggiato sa quanto anche solo due chiacchiere con una persona del posto possano fare la differenza ed arricchire e sa anche quanto, sempre di più, sia difficile avere questo tipo di contatto.

Guide Me Right si rivolge proprio a questi “turisti alternativi” che altro non sono che le persone che viaggiano con il reale desiderio di conoscere cose e persone nuove e di confrontarsi con la diversità, con tanta curiosità e senza giudizio. Quale modo migliore di farlo se non in compagnia di un locale spinto dalla stessa vocazione?

Guide Me Right non è solo una piattaforma per me, Guide Me Right è uno strumento per far trovare persone  che, nelle loro diversità, condividono gli stessi valori, per far vivere loro emozioni vere e per far emergere, valorizzare e tutelare il patrimonio locale, non solo artistico e naturalistico, ma anche e soprattutto culturale e sociale!

Il successo di un progetto simile non può dunque che dipendere dalla sua Community. Credo fermamente che se tutti noi iniziassimo a sentirci sempre più parte di qualcosa e a vedere negli altri utenti e nel progetto lo strumento per raggiungere, insieme, obiettivi sempre più ambiziosi per la valorizzazione del tipico, il vero successo sarebbe dietro l’angolo.

Ecco perché ogni giorno lavoro con entusiasmo a questo progetto, ecco perché ci credo no matter what, ecco perché credo fermamente nel suo successo. Torniamo a guardarci in faccia e a conoscerci, torniamo ad imparare attraverso i racconti, torniamo ad avere fiducia negli altri e ad aprirci… Quello che ne deriva è stupefacente!

Chiara S.

Chiara S.

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